Il Gargano

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Gargano Pulsano

Questo portale vuole permettervi di vivere un racconto che si snoda lungo i piccoli centri storici, le valli profonde, le torri costiere e che vi invita a scoprire la “montagna del sole” nei suoi paesaggi più nascosti, nelle sue tradizioni e nei suoi sapori che guardano a oriente.
Ed è con questo spirito di scoperta ed esplorazione che vi invitiamo a vivere le esperienze proposte e a conoscere il Gargano per poi raccontarlo.

Le spiagge lineari dell’Adriatico, che per chilometri e chilometri hanno disegnato il paesaggio costiero verso sud in Puglia, improvvisamente s’interrompono.
Le piatte distese cerealicole del Tavoliere, aride e riarse in estate, a un tratto incontrano aspre alture rocciose, ricoperte da boschi millenari.
Raramente in Italia il confine tra territori è così netto e il paesaggio muta tanto radicalmente.

Per questo il Gargano, altopiano calcareo proteso nel mare, è un mondo a sé, una sub-regione dai caratteri paesaggistico-ambientali originali e ben definiti. Del tutto indipendente dal sistema appenninico, lo ‘sperone d’Italia’ si presenta come una compatta massa montuosa, che raggiunge le sue massime elevazioni nei 1065 metri del monte Calvo e nei 1014 metri del Montenero.
Gli ampi terrazzi calcarei che formano il promontorio digradano dolcemente nel versante nordoccidentale verso le lagune costiere di Lesina e di Varano, pescose e poco profonde. La parte orientale del promontorio precipita sul mare con dirupi e bianche scogliere a picco, che in ogni stagione regalano panorami selvaggi e suggestivi.

Tutto il territorio è caratterizzato dall’alta concentrazione di fenomeni carsici, dovuti alla natura calcarea della roccia. Conche rocciose segnate da profondi solchi erosivi, aride pietraie, grandi grotte che offrirono riparo e protezione agli abitanti fin dalla preistoria, doline e inghiottitoi in cui le acque superficiali scompaiono per riapparire poi in sorgenti litoranee sono i tratti salienti di un paesaggio multiforme e affascinante. Le più conosciute tra le oltre 4000 doline presenti nel territorio garganico sono la dolina Pozzatina, sulla strada provinciale che collega San Nicandro a San Marco in Lamis, enorme depressione profonda oltre 100 metri e con un perimetro di 1800 metri, e la dolina Cento pozzi nei pressi di Rignano Garganico, così chiamata per la presenza di numerosi pozzi circolari, detti ‘cutini, utilizzati per la raccolta delle acque piovane. A questi elementi, tipici del carsismo, si aggiungono le spettacolari falesie, i bianchi faraglioni e le numerose grotte marine nell’alta e frastagliata costa orientale, soprattutto tra Vieste e Mattinata.

Rimane solo una parte del magnifico manto forestale che un tempo ricopriva interamente il promontorio, ma i boschi millenari del Gargano per estensione e ricchezza arborea ancora costituiscono un elemento dominante del paesaggio. E rappresentano uno dei caratteri salienti del promontorio. Con la sua fitta e lussureggiante vegetazione di faggi, cerri, lecci e carpini in grado di superare anche i 30 metri di altezza, la Foresta Umbra (UNESCO) è certo uno dei luoghi simbolo del territorio, ma incantevoli sono anche il bosco Quarto, la faggeta depressa di Ischitella e Carpino, il bosco Spigno e il bosco di Spinapulci.

A questi ‘giganti verdi’ si aggiunge un’altra particolarità nella flora del territorio: sono le oltre 80 specie e 17 varietà diverse di orchidee selvatiche, divenute un richiamo per fotografi e appassionati.

Il paesaggio costiero è caratterizzato dalla profumata macchia mediterranea, con arbusti sempreverdi di mirto, lentisco, cisto, alaterno, euforbia arborea, tamerici e olivastro. Sulla frastagliata costa orientale, come nei cordoni dunosi che separano i laghi costieri di Lesina e Varano dal mare e negli aridi terreni submontani, consistente è la presenza di pini d’Aleppo, i cui esemplari formano macchie tra le più estese d’Italia.

La costa settentrionale, che digrada verso le lagune con dolci colline, si rivela più adatta a coltivi e frutteti. Mandorli, olivi, alberi da frutto e colture orticole nei pressi degli abitati compongono un paesaggio agrario tipico e ancora ben conservato, nel quale spiccano gli agrumeti del territorio di Vico del Gargano, Rodi e Ischitella. Qui, protetti da muretti a secco e bordure frangivento, si estendono le pregiate colture delle arance Bionda del Gargano e Duretta e del Femminiello, il limone più antico d’Italia, oggi rivalorizzate grazie alla costituzione di un’oasi agrumaria e di un consorzio di produttori. Ricchissima è l’avifauna dell’area costiera, caratterizzata soprattutto dalla presenza di gabbiani reali, cormorani e falchi pellegrini che nidificano sulle alte falesie della costa orientale; ma nell’intero promontorio garganico vivono ben 170 specie diverse di uccelli e rapaci, tra cui cinque varietà diverse di picchio.

Questa straordinaria varietà di paesaggi e di habitat naturali, con molte rarità botaniche e faunistiche, costituisce la grande ricchezza del Gargano. Per tutelare e valorizzare questo immenso patrimonio naturale, paesaggistico e culturale è stato creato nel 1992 il Parco nazionale del Gargano che, con i suoi 120 000 ettari, copre gran parte del promontorio. Simbolo e motore della difesa ambientale di questa terra, il Parco non solo opera per la salvaguardia di una ricchezza arborea e faunistica di grande valore, ma garantisce anche la tutela dei borghi e dei siti storici e la valorizzazione di antichi habitat rurali attraverso il recupero di attività agricole tradizionali. Fanno parte del suo territorio 18 comuni in provincia di Foggia e l’arcipelago delle Tremiti, a 10 miglia marine dalla costa nord del Gargano.

Precipizi di roccia e falesie modellate dal vento, grotte e scogliere, fondali profondi e rocciosi straordinariamente ricchi di fauna e flora marina: è un mare indimenticabile quello delle Tremiti, vero gioiello del Mediterraneo. Delle cinque isole che compongono l’arcipelago − San Nicola, San Domino, Capraia, lo scoglio di Cretaccio e l’isola di Pianosa, la più orientale e distante − solo le prime due sono abitate. Le Tremiti sono state dichiarate Riserva marina protetta e l’isola di Pianosa, quasi al limite delle acque internazionali, è una riserva marina integrale, con divieto assoluto di balneazione, pesca e navigazione a meno di 500 metri dalle sue rive (sono consentite solo visite autorizzate e organizzate dall’ente gestore della riserva).

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